Si avvicina la scadenza del pagamento della rottamazione ter e sono pronte a partire 50 milioni di cartelle esattoriali che daranno la mazzata finale a un’economia italiana messa in ginocchio dalla pandemia da Covid-19.

Ezio Stellato, dottore commercialista, rappresentante interessi alla Camera dei Deputati, cultore di diritto tributario, che ormai da un anno sta cercando di sensibilizzare il Governo su una soluzione drastica e concreta, indica un’unica strada percorribile: il condono tombale. «Credo che gli italiani oggi preferiscano un condono tombale, più che una semplice rottamazione. Un’operazione per cui valga la pena racimolare liquidità a discapito di un patrimonio certo, come la vendita di un bene, a fronte di un vantaggio economico per sanare una posizione fiscale, potrebbe essere una soluzione plausibile e di successo».

Guardando alla rottamazione di oggi, il pagamento immediato delle rate scadute dell’anno pandemico per eccellenza, il 2020, determinerebbe un default di circa 115 mila aziende, già a rischio fallimento – prosegue Stellato –. Inoltre, in attesa di una riforma, sarebbe auspicabile sterilizzare il 2020, traslando, mettendo in coda, tutte le rate delle rottamazioni e delle rateazioni. Insomma, se ho una rateazione che finisce nel 2023, si prorogherebbe per le rate non pagate sin oggi, aggiungendole in coda con la loro normale scadenza. Solo questo significherebbe rispetto di quanto accaduto nel 2020».

L’esame di Ezio Stellato della situazione attuale analizza anche i piani di risanamento. «Le coperture di bilancio sono state stanziate per circa 32 miliardi, prevedendo ristori e scostamenti di bilancio per rinvio scadenze fiscali. La ripartenza delle notifiche, circa 50 milioni di cartelle esattoriali, con la mancanza di un piano di ripresa delle attività esecutive, genererebbe una catastrofe fiscale senza precedenti. Alla luce di innumerevoli nomine e della corsa alle cancellerie delle sezioni fallimentari per i piani di risanamento, che sarebbero privi di garanzie, con la conseguenza di ritrovarsi in una situazione di default».

Stellato muove il suo ragionamento tra analisi e soluzioni. «Bisogna procedere pertanto, con una riforma che preveda la semplificazione delle procedure di accesso alle rateazioni del debito tributario, introducendo, con l’ausilio degli ordini professionali preposti, degli indici di meritevolezza tributaria e sottoponendo all’amministrazione una sorta di piano attestato che certifichi la capacità di solvenza del contribuente. Ad oggi, alla luce dell’emergenza pandemica, occorre sospendere altresì, con effetto immediato, le rate di concordati e transazioni fiscali già omologati, in particolare delle partite IVA con codice ATECO provvisoriamente sospeso per impossibilità di apertura disposta da DPCM. Altra conseguenza della sospensione delle suddette attività, in regime di transazione fiscale o concordato omologato, è la necessita di prorogare le previsioni assunte nei piani attestati di risanamento che sono oggetto di apposita asseverazione professionale, sottoposta a sua volta, a omologa del tribunale. Ritengo assurdo che gli effetti pandemici non debbano e non possano essere oggetto di una riqualificazione dei piani nel tempo».

 

IlMattino.it

Stellato: “E’ la sola strada percorribile per racimolare liquidità, sanare la posizione fiscale di tante attività che altrimenti rischerebbero il fallimento””.
Si avvicina la scadenza del pagamento della rottamazione ter e sono pronte a partire 50 milioni di cartelle esattoriali che daranno la mazzata finale a un’economia italiana messa in ginocchio dalla pandemia da Covid-19.

Ezio Stellato, dottore commercialista, rappresentante interessi alla Camera dei Deputati, cultore di diritto tributario, che ormai da un anno sta cercando di sensibilizzare il Governo su una soluzione drastica e concreta, indica un’unica strada percorribile: il condono tombale. «Credo che gli italiani oggi preferiscano un condono tombale, più che una semplice rottamazione. Un’operazione per cui valga la pena racimolare liquidità a discapito di un patrimonio certo, come la vendita di un bene, a fronte di un vantaggio economico per sanare una posizione fiscale, potrebbe essere una soluzione plausibile e di successo», sottolinea il professionista.

«Guardando alla rottamazione di oggi, il pagamento immediato delle rate scadute dell’anno pandemico per eccellenza, il 2020, determinerebbe un default di circa 115 mila aziende, già a rischio fallimento. Inoltre, in attesa di una riforma, sarebbe auspicabile -continua Stellato- sterilizzare il 2020, traslando, mettendo in coda, tutte le rate delle rottamazioni e delle rateazioni. Insomma, se ho una rateazione che finisce nel 2023, si prorogherebbe per le rate non pagate sin oggi, aggiungendole in coda con la loro normale scadenza. Solo questo significherebbe rispetto di quanto accaduto nel 2020».

L’esame di Stellato della situazione attuale analizza anche i piani di risanamento. «Le coperture di bilancio sono state stanziate per circa 32 miliardi, prevedendo ristori e scostamenti di bilancio per rinvio scadenze fiscali. La ripartenza delle notifiche, circa 50 milioni di cartelle esattoriali, con la mancanza di un piano di ripresa delle attività esecutive, genererebbe una catastrofe fiscale senza precedenti. Alla luce di innumerevoli nomine e della corsa alle cancellerie delle sezioni fallimentari per i piani di risanamento, che sarebbero privi di garanzie, con la conseguenza di ritrovarsi in una situazione di default».

Stellato muove il suo ragionamento tra analisi e soluzioni. «Bisogna procedere pertanto, con una riforma che preveda la semplificazione delle procedure di accesso alle rateazioni del debito tributario, introducendo, con l’ausilio degli ordini professionali preposti, degli indici di meritevolezza tributaria e sottoponendo all’amministrazione una sorta di piano attestato che certifichi la capacità di solvenza del contribuente. Ad oggi, alla luce dell’emergenza pandemica, occorre sospendere altresì, con effetto immediato, le rate di concordati e transazioni fiscali già omologati, in particolare delle partite Iva con codice Ateco provvisoriamente sospeso per impossibilità di apertura disposta da Dpcm. Altra conseguenza della sospensione delle suddette attività, in regime di transazione fiscale o concordato omologato, è la necessita di prorogare le previsioni assunte nei piani attestati di risanamento che sono oggetto di apposita asseverazione professionale, sottoposta a sua volta, a omologa del tribunale. Ritengo assurdo che gli effetti pandemici non debbano e non possano essere oggetto di una riqualificazione dei piani nel tempo».

affaritaliani.it

Domani scade sospensione pagamento imposte, l’allarme di Stellato e D’Ambrosio: «Non siamo pronti a ripartenza, riscossione sia graduale».

«È in arrivo un’altra mazzata per i campani, che aumenterà la difficoltà per una già fragile e complicata ripartenza economica. Domani, giovedì 15 ottobre termina la sospensione per il pagamento delle imposte dovute a cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento. I pagamenti originariamente in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, che hanno beneficiato della sospensione prevista dal «Decreto rilancio» a causa dell’emergenza sanitaria, dovranno ora essere effettuati entro il 30 novembre 2020, è consentito presentare richiesta di rateizzazione secondo le modalità indicate dall’ente. Lo scenario in Campania e nel resto del meridione è devastante». «La riscossione va ripresa con una ripartenza morbida e progressiva – denunciano Ezio Stellato (Esperto di riscossione tributaria) e Daniele D’Ambrosio (Candidato consigliere all’Ordine dei Commercialisti di Napoli) -, con un’automatica istanza di dilazione che avrebbe avuto decorrenza gennaio 2021. Nel caso di società con cali di fatturato certificabili dai propri commercialisti con dilazioni straordinarie a 120 rate, così da suggellare la compliance tra Ordine dei Commercialisti ed enti per facilitare la collaborazione con l’ADER per la ripartenza dell’economia nazionale in un momento così delicato. Su tutte le notifiche – aggiunge Stellato, che aveva già denunciato lo scenario che va delineandosi in una lettera scritta a luglio e indirizzata a Ernesto Maria Ruffini (Direttore Agenzia delle Entrate) e al premier, Giuseppe Conte – avrei concesso più di 60 giorni canonici per pagare/rateizzare/ricorrere in modo da non creare sindrome da ripartenza». Ma cosa accade nel concreto? Per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020, il «Decreto rilancio» ha previsto che la decadenza del debitore dalle rateizzazioni accordate viene determinata nel caso di mancato pagamento, entro la prossima scadenza, di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste. Ciò vale per le ipotesi in cui il debitore, già beneficiario di un piano di rateazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 o successivamente ottenuto, avesse difficoltà a corrispondere in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2020, tutte le rate scadute che hanno beneficiato della sospensione. Potrà in tal caso decidere di non pagarne alcune, entro il limite predetto, senza incorrere nella decadenza. Il 15 ottobre 2020 termina anche la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione.

 

https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/20_ottobre_14/scaduti-termini-sospensione-cartelle-esattoriali-arrivo-l-allarme-la-campania-rischia-essere-travolta-d7959efa-0e17-11eb-a0fa-5985683fd478.shtml

“E’ in arrivo un’altra mazzata per i campani, che aumenterà la difficoltà per una gia’ fragile e complicata ripartenza economica. Domani, giovedi’ 15 ottobre termina la sospensione per il pagamento delle imposte dovute a cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento. I pagamenti originariamente in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, che hanno beneficiato della sospensione prevista dal “Decreto rilancio” a causa dell’emergenza sanitaria, dovranno ora essere effettuati entro il 30 novembre 2020, e’ consentito presentare richiesta di rateizzazione secondo le modalita’ indicate dall’ente. Lo scenario in Campania e nel resto del meridione e’ devastante”. “La riscossione va ripresa con una ripartenza morbida e progressiva – denunciano Ezio Stellato (Esperto di riscossione tributaria) e Daniele D’Ambrosio (Candidato consigliere all’Ordine dei Commercialisti di Napoli) -, con un’automatica istanza di dilazione che avrebbe avuto decorrenza gennaio 2021. Nel caso di societa’ con cali di fatturato certificabili dai propri commercialisti con dilazioni straordinarie a 120 rate, cosi’ da suggellare la compliance tra Ordine dei Commercialisti ed enti per facilitare la collaborazione con l’ADER per la ripartenza dell’economia nazionale in un momento cosi’ delicato. Su tutte le notifiche – aggiunge Stellato, che aveva gia’ denunciato lo scenario che va delineandosi in una lettera scritta a luglio e indirizzata a Ernesto Maria Ruffini (Direttore Agenzia delle Entrate) e al premier, Giuseppe Conte – avrei concesso piu’ di 60 giorni canonici per pagare/rateizzare/ricorrere in modo da non creare sindrome da ripartenza”. Ma cosa accade nel concreto? Per i piani di dilazione gia’ in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020, il “Decreto rilancio” ha previsto che la decadenza del debitore dalle rateizzazioni accordate viene determinata nel caso di mancato pagamento, entro la prossima scadenza, di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste. Cio’ vale per le ipotesi in cui il debitore, gia’ beneficiario di un piano di rateazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 o successivamente ottenuto, avesse difficolta’ a corrispondere in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2020, tutte le rate scadute che hanno beneficiato della sospensione. Potra’ in tal caso decidere di non pagarne alcune, entro il limite predetto, senza incorrere nella decadenza. Il 15 ottobre 2020 termina anche la sospensione delle attivita’ di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, lo scorso aprile aveva stimato il numero degli atti da emettere entro il 31 dicembre in 8,5 milioni (il dato aggiornato potrebbe essere intorno ai 9 milioni). “Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato di una ripartenza graduale – concludono Stellato e D’Ambrosio – ma lo shock della riscossione cosi’ va in conflitto con questo piano”.

https://www.ildenaro.it/fisco-scaduti-i-termini-delle-sospensioni-da-domani-arrivano-le-cartelle-esattoriali/

È in arrivo un’altra mazzata per i campani, che aumenterà la difficoltà per una già fragile e complicata ripartenza economica. Domani, giovedì 15 ottobre termina la sospensione per il pagamento delle imposte dovute a cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento. I pagamenti originariamente in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, che hanno beneficiato della sospensione prevista dal “Decreto rilancio” a causa dell’emergenza sanitaria, dovranno ora essere effettuati entro il 30 novembre 2020, è consentito presentare richiesta di rateizzazione secondo le modalità indicate dall’ente. Lo scenario in Campania e nel resto del meridione è devastante.

“La riscossione va ripresa con una ripartenza morbida e progressiva –  denunciano Ezio Stellato (Esperto di riscossione tributaria) e Daniele D’Ambrosio (Candidato consigliere all’Ordine dei Commercialisti di Napoli) -, con un’automatica istanza di dilazione che avrebbe avuto decorrenza gennaio 2021. Nel caso di società con cali di fatturato certificabili dai propri commercialisti con dilazioni straordinarie a 120 rate, così da suggellare la compliance tra Ordine dei Commercialisti ed enti per facilitare la collaborazione con l’ADER per la ripartenza dell’economia nazionale in un momento così delicato. Su tutte le notifiche – aggiunge Stellato, che aveva già denunciato lo scenario che va delineandosi in una lettera scritta a luglio e indirizzata a Ernesto Maria Ruffini (Direttore Agenzia delle Entrate) e al premier, Giuseppe Conte – avrei concesso più di 60 giorni canonici per pagare/rateizzare/ricorrere in modo da non creare sindrome da ripartenza”.

Ma cosa accade nel concreto? Per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020, il “Decreto rilancio” ha previsto che la decadenza del debitore dalle rateizzazioni accordate viene determinata nel caso di mancato pagamento, entro la prossima scadenza, di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste. Ciò vale per le ipotesi in cui il debitore, già beneficiario di un piano di rateazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 o successivamente ottenuto, avesse difficoltà a corrispondere in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2020, tutte le rate scadute che hanno beneficiato della sospensione. Potrà in tal caso decidere di non pagarne alcune, entro il limite predetto, senza incorrere nella decadenza.

Il 15 ottobre 2020 termina anche la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, lo scorso aprile aveva stimato il numero degli atti da emettere entro il 31 dicembre in 8,5 milioni (il dato aggiornato potrebbe essere intorno ai 9 milioni).

“Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato di una ripartenza graduale – concludono Stellato e D’Ambrosio – ma lo shock della riscossione così va in conflitto con questo piano”.

https://www.espressonapoletano.it/domani-scade-sospensione-pagamento-imposte-lallarme-di-stellato-e-dambrosio-non-siamo-pronti-a-ripartenza-riscossione-sia-graduale/

Domani scade sospensione pagamento imposte, l’allarme di Stellato e D’Ambrosio: “Non siamo pronti a ripartenza, riscossione sia graduale”.

E’ in arrivo un’altra mazzata per i campani, che aumenterà la difficoltà per una già fragile e complicata ripartenza economica. Domani, giovedì 15 ottobre termina la sospensione per il pagamento delle imposte dovute a cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento.

I pagamenti originariamente in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, che hanno beneficiato della sospensione prevista dal “Decreto rilancio” a causa dell’emergenza sanitaria, dovranno ora essere effettuati entro il 30 novembre 2020, è consentito presentare richiesta di rateizzazione secondo le modalità indicate dall’ente. Lo scenario in Campania e nel resto del meridione è devastante.

La riscossione va ripresa con una ripartenza morbida e progressiva –  denunciano Ezio Stellato (Esperto di riscossione tributaria) e Daniele D’Ambrosio (Candidato consigliere all’Ordine dei Commercialisti di Napoli) -, con un’automatica istanza di dilazione che avrebbe avuto decorrenza gennaio 2021.

https://www.2anews.it/scaduti-i-termini-da-domani-campania-travolta-dallarrivo-di-cartelle-esattoriali/

È in arrivo un’altra mazzata per i campani, che aumenterà la difficoltà per una già fragile e complicata ripartenza economica. Domani, giovedì 15 ottobre termina la sospensione per il pagamento delle imposte dovute a cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento. I pagamenti originariamente in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, che hanno beneficiato della sospensione prevista dal “Decreto rilancio” a causa dell’emergenza sanitaria, dovranno ora essere effettuati entro il 30 novembre 2020, è consentito presentare richiesta di rateizzazione secondo le modalità indicate dall’ente. Lo scenario in Campania e nel resto del meridione è devastante.

“La riscossione va ripresa con una ripartenza morbida e progressiva –  denunciano Ezio Stellato (Esperto di riscossione tributaria) e Daniele D’Ambrosio (Candidato consigliere all’Ordine dei Commercialisti di Napoli) -, con un’automatica istanza di dilazione che avrebbe avuto decorrenza gennaio 2021. Nel caso di società con cali di fatturato certificabili dai propri commercialisti con dilazioni straordinarie a 120 rate, così da suggellare la compliance tra Ordine dei Commercialisti ed enti per facilitare la collaborazione con l’ADER per la ripartenza dell’economia nazionale in un momento così delicato. Su tutte le notifiche – aggiunge Stellato, che aveva già denunciato lo scenario che va delineandosi in una lettera scritta a luglio e indirizzata a Ernesto Maria Ruffini (Direttore Agenzia delle Entrate) e al premier, Giuseppe Conte – avrei concesso più di 60 giorni canonici per pagare/rateizzare/ricorrere in modo da non creare sindrome da ripartenza”.

Ma cosa accade nel concreto? Per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020, il “Decreto rilancio” ha previsto che la decadenza del debitore dalle rateizzazioni accordate viene determinata nel caso di mancato pagamento, entro la prossima scadenza, di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste. Ciò vale per le ipotesi in cui il debitore, già beneficiario di un piano di rateazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 o successivamente ottenuto, avesse difficoltà a corrispondere in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2020, tutte le rate scadute che hanno beneficiato della sospensione. Potrà in tal caso decidere di non pagarne alcune, entro il limite predetto, senza incorrere nella decadenza.

Il 15 ottobre 2020 termina anche la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, lo scorso aprile aveva stimato il numero degli atti da emettere entro il 31 dicembre in 8,5 milioni (il dato aggiornato potrebbe essere intorno ai 9 milioni).

https://www.ilroma.net/news/campania/scaduti-i-termini-campania-arrivano-le-cartelle-esattoriali

Domani, giovedì 15 ottobre termina la sospensione per il pagamento delle imposte dovute a cartelle di pagamento, avvisi di addebito e accertamento. I pagamenti originariamente in scadenza tra l’8 marzo e il 15 ottobre 2020, che hanno beneficiato della sospensione prevista dal “Decreto rilancio” a causa dell’emergenza sanitaria, dovranno ora essere effettuati entro il 30 novembre 2020: è consentito presentare richiesta di rateizzazione secondo le modalità indicate dall’ente.

“È in arrivo un’altra mazzata per i campani – denunciano Ezio Stellato (esperto di riscossione tributaria) e Daniele D’Ambrosio (eandidato consigliere all’Ordine dei Commercialisti di Napoli) – che aumenterà la difficoltà per una già fragile e complicata ripartenza economica”.

“Lo scenario in Campania e nel resto del meridione – proseguono – è devastante. La riscossione va ripresa con una ripartenza morbida e progressiva con un’automatica istanza di dilazione che avrebbe avuto decorrenza gennaio 2021. Nel caso di società con cali di fatturato certificabili dai propri commercialisti con dilazioni straordinarie a 120 rate, così da suggellare la compliance tra Ordine dei Commercialisti ed enti per facilitare la collaborazione con l’Ader per la ripartenza dell’economia nazionale in un momento così delicato”.

“Su tutte le notifiche – aggiunge Stellato, che aveva già denunciato lo scenario che va delineandosi in una lettera scritta a luglio e indirizzata a Ernesto Maria Ruffini (Direttore Agenzia delle Entrate) e al premier, Giuseppe Conte – avrei concesso più di 60 giorni canonici per pagare/rateizzare/ricorrere in modo da non creare sindrome da ripartenza”.

Cosa accadrà nel concreto? Per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 15 ottobre 2020, il “Decreto rilancio” ha previsto che la decadenza del debitore dalle rateizzazioni accordate viene determinata nel caso di mancato pagamento, entro la prossima scadenza, di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste.

Ciò vale per le ipotesi in cui il debitore, già beneficiario di un piano di rateazione in essere alla data dell’8 marzo 2020 o successivamente ottenuto, avesse difficoltà a corrispondere in un’unica soluzione, entro il 30 novembre 2020, tutte le rate scadute che hanno beneficiato della sospensione. Potrà in tal caso decidere di non pagarne alcune, entro il limite predetto, senza incorrere nella decadenza.

Il 15 ottobre 2020 termina anche la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, lo scorso aprile aveva stimato il numero degli atti da emettere entro il 31 dicembre in 8,5 milioni (il dato aggiornato potrebbe essere intorno ai 9 milioni).

“Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato di una ripartenza graduale – concludono Stellato e D’Ambrosio – ma lo shock della riscossione così va in conflitto con questo piano”.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/10/14/news/termina_la_sospennsione_del_pagamento_imposte_l_allarme_di_stellato_e_d_ambrosio_riscossione_sia_graduale_-270600463/

Nel corso di ‘Salotto Fiorentini 21’, diretta social dello Studio Professionale Fiorentini, l’avvocato e dirigente sportivo Francesco Maglione, fa il punto della situazione sulla pandemia e su come si potrebbe riprendere. “Martedì e mercoledì saranno giorni decisivi per il calcio in Italia”.

ALLENAMENTI “Il decreto del Governo che vietava gli allenamenti individuali agli sport di squadra era incomprensibile. Bisogna dar merito a Stefano Bonaccini dell’Emilia Romagna che ha sbloccato la situazione. Dall’assemblea di Serie A è emersa una posizione di compattezza sulla volontà di riprendere a giocare. In questo senso, stiamo per entrare in una settimana decisiva”

CAMPIONATI “Governo e istituzioni del calcio si stanno rimbalzando la palla per decretare chi dovrà prendere la decisione definitiva. Il grande imbarazzo economico che riguarda i club è il famoso pagamento dell’ultima rata dei diritti di trasmissione da parte delle tv. A questo punto, non vedo altre vie d’uscita: l’Esecutivo dovrà assumersi la responsabilità di scegliere”.

PROTOCOLLO – “Il protocollo del calcio dovrà adeguarsi su tre punti focali: il primo riguarda i trasporti, che in questo momento secondo il comitato tecnico scientifico rappresentano una lacuna. Il secondo è rappresentato dalle linee guida da seguire nel caso si palesasse un caso di COVID-19 tra i giocatori, mentre il terzo punto riguarda il ritorno delle partite. Il protocollo è molto approfondito per gli allenamenti, ma è carente per lo svolgimento delle competizioni vere e proprie”.

DECISIONE “Nel caso in cui il protocollo non dovesse essere ritenuto adeguato, il Governo dovrà assumersi la responsabilità di proclamare una sospensione sine die delle competizioni. Credo che questa decisione sarà presa nella giornata di martedì, alla luce del confronto tra i due comitati scientifici, o al massimo il giorno dopo. Questo anche perché ho avuto segnali secondo i quali martedì sera, ultimo giorno utile, dovrebbe essere finalmente varato il famoso decreto legge Aprile, che potrebbe includere anche delle misure economiche di sostegno dedicate al calcio. Avrebbe un senso, quindi, pronunciarsi sul prosieguo dei campionati a partire da quel momento”.

 

https://www.ilnapolionline.com/2020/05/03/francesco-maglione-avvocato-il-protocollo-dovra-adeguarsi-su-tre-punti/